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NON SIAMO INTERESSATI A FAR PARTE DI UNA CIVICA MA FAVOREVOLI ALLA COALIZIONE DEMOCRATICA

In merito alla creazione del Gruppo Consigliare "Trento centro" al Comune di Trento, Azione e IV prendono posizione con il seguente comunicato. "Il Terzo Polo, Azione-Italia viva percorreranno il proprio percorso politico costituente fino alle europee di maggio 2024 passando per le provinciali 2023. Siamo una federazione politica con un percorso chiaro e con una dimensione non solo territoriale ma nazionale ed europea, per questo non confluiremo in nessun gruppo consiliare altrui nè in nessuna civica. Abbiamo i nostri gruppi consiliari, il nostro percorso come Polo e anche il percorso coalizione che in TRENTINO ci vede alleati in Alleanza democratica per l'autonomia". Lo dicono Donatella Conzatti, coordinatrice di Italia viva in TRENTINO Alto Adige, e Mario Raffaelli, coordinatore di Azione in TRENTINO. "Per quanto riguarda il Comune di Trento, sosteniamo il sindaco Ianeselli come abbiamo sempre fatto e per quanto riguarda la Provincia pensiamo che l'azione di Fugatti e delle destre sia stata debole, retrograda e pericolosa per l'autonomia, ma lo continueremo a dire con la nostra voce politica - aggiungono Conzatti e Raffaelli -. Siamo aperti alla confluenza in questo nostro progetto di altre sensibilità liberali, riformiste, socialiste, popolari, civiche ma non certamente al contrario".

Di seguito l'articolo uscito su il Dolomiti

TRENTO. “Una risposta politica a un fatto politico”, così il consigliere comunale Paolo Piccoli commenta la nascita del nuovo gruppo politico “Trento al centro”. Il riferimento è all’accordo che Patt e Lega si apprestano a firmare. “Prendiamo atto della decisione del Patt di abbandonare valori che seguiva da molti anni ma in Comune abbiamo la necessità di garantire quel quadro che aveva garantito l’elezione di Franco Ianeselli”. Nel 2020 infatti le Stelle alpine avevano sostenuto l’elezione dell’ex segretario della Cgil assieme al Centrosinistra.

Così in questo nuovo gruppo, oltre allo stesso Piccoli, sono confluiti il vicesindaco Roberto Stanchina, l’assessora Chiara Maule, e i consiglieri Alberto Pedrotti, Renato Tomasi e Marcello Carli. Quest’ultimo proviene addirittura dalle fila dell’opposizione e pertanto ha già anticipato che si dimetterà dagli incarichi ricevuti come rappresentate delle minoranze: “Nel corso degli ultimi due anni – spiega – spesso ho condiviso le proposte dalla maggioranza, trovandomi d’accordo con diverse scelte dell’amministrazione soprattutto durante il drammatico momento della pandemia”. Da qui un passaggio che viene definito “naturale” per trasformare “questa assonanza di vedute in una partecipazione attiva alla maggioranza”.

Il nuovo gruppo, che al momento rimane “confinato” al Consiglio comunale di Trento, ha voluto dare un segno di ricomposizione all’interno dell’area popolare (particolarmente legata a Campobase) e alla realtà autonomista di cui Stanchina e Pedrotti fanno parte essendo stati eletti con il Patt. Le porte però restano aperte anche per Italia Viva e Azione che nel frattempo stanno completando il loro percorso federativo.

L’appello ad allargare il gruppo consigliare però probabilmente cadrà nel vuoto. “La nostra dimensione politica è nazionale ed europea, non siamo tentati di confluire in nessuna civica”, dichiara Donatella Conzatti di Italia Viva. La lista di cui fa parte il partito di Matteo Renzi, nel 2020, ha fatto eleggere in Consiglio comunale l’attuale assessore allo sport Salvatore Panetta e il consigliere Andrea Robol. “Continuiamo convintamente a sostenere Ianeselli e la sua Giunta – assicura Conzatti – inoltre per le Provinciali, a differenza del Patt, non abbiamo nessuna intenzione di scivolare verso Destra. Giudichiamo con molta severità l’operato della Giunta Fugatti ma il nostro posizionamento rimane chiaro”. Per il momento dunque il gruppo “Trento al centro” non sembra destinato ad allargarsi ulteriormente.

Una posizione condivisa pure da Mario Raffaelli, il coordinatore Azione che ha firmato un comunicato condiviso con Italia Viva: “Siamo aperti alla confluenza in questo nostro progetto di altre sensibilità liberali, socialiste, popolari, civiche ma non certamente al contrario”. Dal canto suo Tomasi (che faceva parte della lista Azione-Unione) evidenzia che i due consiglieri autonomisti non avrebbero comunque potuto formare un gruppo a sé. Il regolamento infatti prevede la presenza di almeno tre esponenti. “Abbiamo voluto tessere una rete – prosegue Maule – per riunire sensibilità non uguali ma vicine tra loro che nel tempo avevano perso la volontà di stare insieme”.

“La nostra è stata un’operazione alla luce del sole – ribadisce Stanchina – con Marchiori, il segretario del Patt, abbiamo parlato più volte, da parte nostra abbiamo scelto di rispettare il mandato che ci è stato assegnato dagli elettori”. Il vicesindaco di Trento non ha mancato di far notare un certo malessere legato anche ad alcune dichiarazioni arrivate proprio dai vertici delle Stelle alpine. Dello stesso avviso anche Pedrotti: “È stata una decisione difficile ma fra il partito e gli elettori abbiamo scelto i cittadini”.

I due autonomisti parlano di una proposta politica che non nasce per “rafforzare i singoli ma il primo cittadino e l’Alleanza democratica, anche in un’ottica futura”. Il pensiero corre quindi alle Provinciali del 2023 e alle Comunali del 2025 (un concetto ribadito anche da Piccoli). Ma quindi per gli autonomisti è finito il tempo del block-frei? “Non è mai iniziato” replica Stanchina con Pedrotti che chiosa: “Impensabile credere che le vicende del Comune di Trento possano essere slegate da quelle della Provincia, sostenerlo significa prendere in giro gli elettori”.

Nel frattempo prosegue il dialogo con le altre forze politiche come Casa Autonomia.eu di Michele Dallapiccola e Paolo Demagri. “Non abbiamo aderito a nulla ma il confronto è aperto – sottolineano Stanchina e Pedrotti – il fatto è noi ci riconosciamo ancora nei valori delle Stelle alpine ma è il Patt che è cambiato, con questa soluzione togliamo il partito dall’imbarazzo”.

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