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BANDA LARGA: SIAMO INDIETRO. PER LE VALLI TANTE PROMESSE E POCHI FATTI

Intervento di Massimiliano Mazzarella in merito all'infrastrutturazione in larga banda delle valli trentine.

Apprendiamo dai giornali che negli scorsi giorni l’assessore Spinelli ha presentato al Consorzio dei Comuni Trentini nuovi investimenti per l’implementazione della fibra ottica nel territorio Trentino grazie anche al #PNRR. Bene, peccato che nella realtà questa suoni come l’ennesima promessa di un’infrastrutturazione che non sembra mai completarsi lasciando, specialmente le valli, sguarnite di quello che oggi è una delle principali infrastrutture per lo sviluppo economico, turistico e sociale di un territorio. A marzo 2020 il Presidente #Fugatti proclamava che entro il 2022 il trentino si sarebbe trasformato nella “#Digital smart land” portando la fibra ottica in tutti i comuni trentini (166 comuni dopo gli accorpamenti). Consultando il sito ufficiale di Trentino in Rete (https://www.trentinoinrete.it/Fibra-ottica) si evince come nella realtà in quella che è identificata la “zona bianca”, ovvero le valli trentine, manchino al compimento del progetto circa 40 comuni (il 25%).


Gli obiettivi che si possono leggere sul medesimo sito prevedevano di raggiungere già nel 2020 l’84,2% della popolazione con una connessione almeno di 100Mbit/s (ottenibile solo con infrastrutture in fibra). Nella realtà, due anni e mezzo dopo, ci si è discostati poco da quell’obiettivo e i trentini senza questa opportunità parrebbe siano circa 59.000 (ovvero i residenti dei comuni non serviti di cui sopra). Cosa è andato storto? Sempre colpa del Covid? Abbiamo contattato diversi sindaci di comuni che rientrano nell’elenco delle aree bianche non servite dalla fibra e la situazione che ci viene descritta è drammatica. La problematica principale pare sia l’incapacità del nostro apparato provinciale di snellire burocrazia e iter autorizzativi per evadere velocemente le pratiche andando magari a rendere impossibile l’utilizzo di infrastrutture preesistenti come cavidotti e tubazioni che i sindaci sarebbero ben disposti a mettere a disposizione. Altri segnalano un lavoro caotico e particolarmente disagiante per i cittadini dando l’impressione di una mala gestione della parte progettuale. In diversi casi l’aspettativa di vedere il proprio comune coperto è indicata come soddisfatta potenzialmente non prima del 2024. Da chi forse è più vicino alle tecnologie ci viene provocatoriamente fatto notare anche che nei centri urbani “cittadini” vi siano per assurdo sovrabbondanza di infrastrutture facendoci percepire chiaramente che se vi fosse stata una migliore gestione, probabilmente si sarebbe oggi a un punto decisamente migliore. Oltre a promesse che hanno più odore di campagna elettorale, si vorrebbe quindi capire in modo chiaro quale sia il reale status quo delle infrastrutture digitali trentine auspicando che la percezione sia molto peggiore rispetto alla realtà e che Open Fiber e Trentino Digitale stiano realmente lavorando a livelli massimi di efficienza ed eccellenza. Fortunatamente in molti territori sono presenti operatori privati che grazie a punti radio o tecnologie wireless riescono a garantire ai privati una copertura abbastanza performante in attesa che la tanto blasonata “Digital smart land” si realizzi. Peccatto che queste tecnologie siano spesso insufficienti e sottodimensionate per utilizzi professionali. Se pensiamo al contesto turistico è ormai assodato come sia indispensabile per il cliente di una struttura recettiva poter fruire in modo agevole di servizi sociale e di streaming, per definizione divoratori di banda. In questa direzione è impensabile che territori comuni Folgaria, Lavarone, Cavalese, Baselga di Piné ma anche Mezzocorona non siano presenti nell’elenco consultabile on-line delle aree già servite dalla fibra. Le Valli, i cittadini e gli imprenditori che in queste vivono e lavorano, hanno necessità di fatti concreti e velocità di realizzazione.

Massimiliano Mazzarella Coordinatore direttivo provinciale trentino di Azione

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