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I temi portati dall'assessore Spinelli per la sua lista sono già stati proposti da Azione.



Alcuni giorni fa ho letto l’intervista rilasciata dall’assessore Spinelli prodigo di spiegazioni al lettore sulla necessità di costruire un soggetto politico moderato, di buon senso, pragmatico capace di attrarre il tessuto produttivo e sociale per un Trentino migliore a sostegno di una nuova candidatura del Presidente Fugatti.


Da esponente del direttivo Provinciale di Azione, se potessi incontrare Spinelli gli vorrei dire che il suo progetto politico arriva un pò in ritardo sui temi, già molto ben rappresentati dal mio partito, ma forse in tempo per cercare di erodere l’ottimo risultato ottenuto alle politiche da Azione unitamente a Italia Viva in prospettiva delle elezioni provinciali; l’elettorato certamente riuscirà anche durante questo importantissimo appuntamento a premiare la bontà delle idee a scapito delle strategie fini a se stesse.



Parlare di buon senso di governo implica la necessità di smarcarsi da ideologie di destra o sinistra, questo è impensabile se si progetta una politica pragmatica imbrigliata fin dalla sua nascita nel solco di un governo di destra, tra l’altro artefice di una continua erosione dell’Autonomia Trentina. La buona politica è rappresentata dalla capacità di ragionamento libera da ogni costrizione ideologica. Come spesso dice il segretario Calenda non essere di destra non significa essere per forza di sinistra e viceversa, cioè che significa è avere un equilibrio politico capace di riconoscere come necessari lo Ius Scholae e un immigrazione controllata, umanitaria, ma ben organizzata.

I sostenitori potrebbero evidenziare l’aspetto territoriale del progetto dell’assessore individuando la criticità di Azione proprio nel suo carattere nazionale; i partiti sono lo strumento, la politica sono le persone, la loro cultura e l’innato senso di appartenenza al territorio, ciò che siamo è altra cosa rispetto alle ideologie politiche. La valorizzazione dello statuto speciale Trentino non può esimersi da una dialettica quotidiana con Bolzano e Roma, solo il confronto liberale permette di testimoniare fuori dai nostri confini che l’Autonomia non è un privilegio, ma bensì una responsabilità di governo figlia della storia di conflitti e tensioni sociali che ci hanno visto protagonisti in passato, però anche capaci di far progredire e sviluppare in termini sociali e amministrativi l’accordo De Gasperi Gruber.

Altra cosa è utilizzare le prerogative amministrative di autogoverno per raccogliere consenso, questa scelta di bassa levatura istituzionale sintetizzabile in aiuti a pioggia, come il servizio gratuito dei mezzi pubblici per gli anziani o l’erogazione del contributo caro bolletta senza la verifica dei redditi personali attraversato l’utilizzo di icef o altro, relega la nostra specificità solo in ambito amministrativo offendendo il carattere costituente della nostra Autonomia.

Concludo ponendo l’attenzione ancora sulla lenta e continua erosione dell’Autonomia vittima del populismo di parte delle classi dirigenti, intente a parlare alla pancia degli elettori, al loro disagio individuando un colpevole su cui far convergere le proprie frustrazioni, promettendo soluzioni rapide e risolutive piegando e distorcendo l’istituto di governo provinciale per tornaconto elettorale e di partito.

Azione è per un Autonomia rispettosa dei suoi principi.


Doriano Valer

componente direttivo Provinciale Azione

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