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COMUNICATO STAMPA - OMICIDIO ROVERETO E NORIGLIO

Trento, 7 agosto 2023

COMUNICATO STAMPA IN MERITO AGLI OMICIDI DI #ROVERETO E #NORIGLIO

L’essere umano e la democrazia hanno bisogno di #sicurezza, o meglio, di più sicurezze.

Nel corso della sua vita ogni essere umano cerca sicurezza, o meglio cerca una serie di sicurezze al fine di rendere la sua esistenza serena il giusto.

Ognuno di noi cerca la sicurezza della salute, ad ogni età e in qualcuno luogo egli viva. Cerchiamo la sicurezza di un’adeguata istruzione, al fine di avere quella necessaria conoscenza che ci rende liberi. Cerchiamo la sicurezza di un lavoro, strumentale a darci dignità innanzi a tutti e a tutto. Cerchiamo la sicurezza dell’incolumità fisica, per poter vivere in ogni luogo, in città e nella natura, con la massima serenità. Cerchiamo la sicurezza di una vecchiaia in una solidale compagnia. E potremmo aggiungere altre ricerche di sicurezza che ogni donna e ogni uomo desidera. Come possiamo intuire, sono in sintesi la ricerca di una serie di diritti a cui l’uomo ha sempre aspirato. E lo ha fatto e continua a farlo mediante la politica, quale governo di qualsiasi polis, grande o piccola che sia, e costruendo in ogni dove comunità con rispetto, coraggio e determinazione. E qui ognuno di noi è chiamato responsabilmente in causa, quale cellula fondamentale di quella comunità.



Questa premessa ci serve per addivenire ad alcune considerazioni sulla tragica settimana, l’ultima, vissuta dalla città di Rovereto. Due fatti di sangue simili nel loro tragico epilogo, ma dalle premesse assai diverse. L’omicidio della signora Mara a Noriglio è la drammatica conclusione di contrasti esasperati tra due persone. La vile uccisione della signora Iris in un giardino cittadino ha, invece, quale premessa il comportamento patologico e criminale dell’assassino.

Una cosa, però, unisce i due fatti: entrambi i responsabili erano noti alle forze dell’ordine. A questo aggiungiamo che le vittime sono due donne. L’augurio di tutti noi è che la giustizia faccia il suo corso, in tempi brevi e con la necessaria severità che la legge impone in questi casi. E’ certamente un’amara consolazione quanto chiediamo, ma lo dobbiamo a Mara, ad Iris e ai loro familiari. Lo chiediamo come cittadini, che esigono e vogliono salvaguardare le molte sicurezze che abbiamo citato in premessa.

E’ un universale diritto di tutti. Sono le fondamenta della nostra democrazia. E’ giustissimo rivendicare la sicurezza e l’incolumità fisica in ogni luogo, ma lo dobbiamo fare senza speculazioni, men che meno politiche, ma con rispetto e con autorevolezza nella ricerca di eventuali responsabilità.

Una piccola comunità come Rovereto, ma possiamo parlare anche del Trentino, deve poter vivere in sicurezza. Abbiamo le leggi, le risorse e gli organismi preposti che devono garantircela sempre. L’imprevedibile e l’incerto sono parti essenziali della vita, ma molto di essa può essere “governato” meglio. La nostra Provincia Autonoma ha uno specifico Comitato preposto alla Sicurezza del territorio: sia più costante nel suo agire e nel suo decidere. Il Commissario del Governo e tutte le forze dell’ordine hanno in loro la precisa responsabilità di tutelare la legalità e la sicurezza di tutti: lo facciano anche nella prevenzione di fatti criminosi.

La pubblica amministrazione ha anch’essa dei poteri – doveri in merito alla sicurezza, quale ad esempio la gestione della polizia municipale: la organizzi meglio sul territorio. Infine, ma non per ultimo, il tema del ruolo della magistratura che forse dovrebbe essere più efficace nella gestione della piccola criminalità per evitare casi come questo dove persone di accertata pericolosità non sono messe in condizione di non nuocere.

Sono solo alcuni spunti, che nascono, purtroppo, ex post, ovvero quando il bisogno di sicurezza si è già evidenziato tragicamente. E qui ci appelliamo ad un altro soggetto determinante: la nostra comunità. Certo, ognuno di noi è chiamato in causa, ognuno di noi deve, seppur in parte, sentirsi coinvolto. Non bastano le telecamere e le pattuglie delle forze dell’ordine sulle strade e nelle piazze per garantirci una serena convivenza.

Ad ognuno di noi compete il dare uno sguardo anche al di fuori dei propri metri quadri più familiari. Facciamo parte per l’appunto di una comunità, la dobbiamo tutelare, anche segnalando fatti e comportamenti che offendono i valori condivisi. Quando giocavamo in piazza da bambini e combinavamo una “marachella”, da una finestra partiva quasi sempre una voce: ”Varda che gh’el digo a to mama!”.

Bastava questo! Può sembrare un banale esempio, ma ci da’ la conferma che vi era una comunità viva. Cerchiamo di far rivivere questi atteggiamenti. Sono il segno concreto della responsabilità che ognuno di noi deve riservare alla propria comunità. Dopo il doveroso silenzio di saluto a Mara e Iris, impegniamoci tutti in questa direzione: cittadini, politici, forze dell’ordine.

Senza speculazioni, bensì con rispetto.

Trentino in Azione

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